World Social Forum
Pubblicato da Gaetano Farina alle 16:26 in America Latina, Diritti, Globalizzazione, Guerre, Immigrazione, Italia, Lavoro, Media, New Media, Non Profit, Politica, Potere, Sviluppo Sostenibile, U.S.A.
Si è concluso a Belem, nell'Amazzonia brasiliana, il World Social Forum (WSF), il forum mondiale per una globalizzazione alternativa giunto alla nona edizione e che, quest'anno, ha registrato la partecipazione di oltre 100mila iscritti provenienti da 6mila organizzazioni di tutto il mondo, tra cui nutrita anche la presenza italiana (Acli, Libera, Terra Futura, Legambiente, Fair Watch, Caritas, ecc.).
Il WSF - che si caratterizza come uno spazio aperto, plurale, diversificato, non istituzionale, dove viene stimolata la libera discussione e la riflessione per costruire esperienze di scambio ed alleanze tra i movimenti e le organizzazioni impegnate in strategie e azioni concrete per un mondo più giusto e democratico - da anni sfida provocatoriamente il contemporaneo World Economic Forum di Davos che invece riunisce i personaggi più potenti del mondo a livello economico e politico. I WSF si svolgono nelle cosiddette periferie mondiali: il precedente si era tenuto, nel 2007, a Nairobi, in Kenia. Quest'anno è ritornato in Brasile, da cui era partito, nel 2001 a Porto Alegre.
Iniziato il 27 gennaio scorso con una imponente e spettacolare celebrazione indigena e una marcia di migliaia persone per le strade di Belem, il forum, al posto di politici e registi dell'economia mondiale, ha visto come protagonisti, per sei giorni, indigeni, contadini, attivisti, blogger, chiese e molti movimenti femminili: poche autorità istituzionali, più spazio a chi opera dal basso ed agli intellettuali di matrice ambientalista.
Organizzate in workshop, assemblee, cerimonie e seminari, associazioni e comunità hanno dibattuto di crisi globale - che molti partecipanti vedono come una grande occasione per rilanciare l'attualità dei principi di base del Forum contro il neoliberismo ed il capitalismo di rapina - decrescita, ambiente, autodeterminazione, diritti umani, delle promesse del nuovo presidente americano Barak Obama, ponendosi l'obiettivo di comporre un calendario di appuntamenti condiviso per orientare l'azione, a livello planetario, di movimenti, sindacati ed associazioni per i prossimi mesi.






